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8 agosto 2011 1 08 /08 /agosto /2011 07:28

Il filosofo francese Michel Onfray ha elaborato un pensiero che affida il conseguimento della felicità e della verità a una ragione "immersa" nella vita.

Aspetti essenziali della riflessione filosofica di Michel Onfray

Il pensiero di Michel Onfray, sia nella sua valenza etico-esistenziale che in quella

teoretica-ermeneutica, risulta fondato su tre nuclei concettuali:

1. La visione atea e materialistica del mondo.

2. La rivalutazione della dimensione corporea e affettiva.

3. La critica dell'ideologia ascetica giudaico-cristiana.

Materialismo e ateismo

La Weltanschauung caratterizzante la filosofia di Michel Ornay evidenzia una matrice materialista e atea. Infatti, il pensatore francese, alla luce dell'insegnamento dei grandi materialisti del passato (in primis Democrito e la scuola epicurea, ma anche i materialisti francesi del XVIII secolo), elabora una visione del mondo e dell'esistenza depurata da ogni trasfigurazione, mistificazione religiosa e metafisica. In base a ciò, la realtà sensibile si erge come unica dimensione dell'essere, priva di ogni declassamento ontologico e assiologico da parte di un ipotetico mondo ideale o spirituale (il mondo costruito dalle superstizioni religiose e dai "voli" della metafisica).

Conseguenza necessaria del materialismo è un ferreo ateismo, che si profila, secondo Ornay, come unico atteggiamento intellettuale possibile una volta smascherate le illusioni e le falsità dell'idealismo religioso, soprattutto nella sua versione platonico-cristiana.

Un'esistenza fondata sul corpo e sui valori della vita

La concezione materialistica del mondo conduce a una filosofia libera dalle falsità metafisiche e religiose, immersa nelle problematiche della vita e del corpo. Una filosofia, dunque, dalla forte connotazione pratica, non un vuoto gioco intellettuale. Tale filosofia esalta l'edonismo come atteggiamento esistenziale, inteso non come sfrenata ricerca dei piaceri, ma come un utilizzo gioioso, spontaneo del corpo e della mente, in seguito alla liberazione dalle costrizioni ascetiche, anti-vitali della morale religiosa. Tale edonismo deve procedere in accordo con i bisogni collettivi e con la ricerca scientifica.

Critica dell'ideologia giudaico-cristiana

Seguendo l'esempio dei tre "maestri del sospetto" (celebre espressione di Paul Ricouer, utilizzata per mettere in evidenza la portata demistificatrice, anche se da diverse posizioni, dell'opera di Nietzsche, Freud, Marx), Onfray mette in luce la falsificazione del mondo operata da valori e conferimenti di senso estranei all'autentica struttura dell'esistenza. Si tratta, per Onfray, dell'opera dell'ideologia religiosa, in Occidente di quella giudaico-cristiana, calata nel platonismo.

Il "Trattato di ateologia"

Il Trattato di ateologia è l'opera più nota di Onfray, pubblicata nel 2005. Il saggio esprime una dura condanna della morale teologica e una decisa affermazione delle ragioni dell'ateismo. Seguendo le orme d'illustri predecessori, Meslier, Feurbach e d'Holbach, Onfray mette a nudo, attraverso un ragionamento serrato, il processo mistificatore e l'"impulso di morte" che animano le religioni. Minate le basi morali e teoriche della teologia, il filosofo evidenzia la necessità di un mondo desacralizzato, consegnato alla ragione umana.

Charla sobre sostenibilidad y religión

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